Vitamina D, un’alleata da ritrovare con il sole

Dopo queste lunghe settimane trascorse chiusi in casa in quarantena, moltissimi italiani hanno visto il sole soltanto dalla finestra. I più fortunati da terrazzi o giardini. Insomma non a sufficienza da fare il pieno di vitamina D, una preziosa alleata per il nostro organismo. Mai come quest’anno, quindi, moltissimi nostri connazionali potrebbero riportare carenze della cosiddetta vitamina del sole da richiederne l’assunzione per vie eccezionali. «Tramite l’alimentazione e, in alcuni casi, con appositi integratori», spiega Silvia Migliaccio, segretario generale della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione e professore associato dell’Università del Foro Italico di Roma. «In generale, la nostra principale fonte di vitamina D sono i raggi solari, qualcosa a cui ci siamo potuti esporre poco in queste settimane», spiega l’esperta, tra le protagoniste della nuova collana formativa ECM sul Covid-19 di Consulcesi, in particolare nei corsi su «Nutrizione ai tempi del coronavirus». Il perché la vitamina D sia fondamentale per la nostra salute è presto detto. «La vitamina D svolge diverse importanti funzioni a livello del nostro organismo», dice Migliaccio. «Innanzitutto, aiuta a far assorbire il calcio che introduciamo con gli alimenti da parte dell’intestino. Poi aiuta – continua – i processi di mineralizzazione a livello scheletrico, prevenendo il rachitismo nell’infanzia e l’osteomalacia negli anziani. Inoltre, dati recenti mettono i bassi livelli di vitamina in correlazione con una minore risposta immunitaria, con alterazione dell’omeostasi dei glucidi (cioè con una ridotta capacità di rifornire il tessuto nervoso di una adeguata quantità di glucosio), con la ridotta funzionalità muscolare negli anziani, con la predisposizione per alcune tipologie tumorali. Da qui nasce la necessità di portare la «vitamina del sole» sulle nostre tavole o, sotto consiglio medico, di reperirla in farmacia. «La vitamina D è contenuta soprattutto in alimenti grassi quali salmone, sgombro e tonno», spiega Migliaccio. «La possiamo trovare anche nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo, nel burro e, in generale, nei formaggi più grassi. Tuttavia, la quantità contenuta in questi alimenti – prosegue – è relativamente bassa, e nei casi di deficienza l’alimentazione non riesce a sopperire alle necessità dell’organismo. In questi casi è utile fare ricorso ad un integratore che permetta di ripristinare i normali valori ematici. Le modalità d’integrazione possono essere mediante il colecalciferolo o mediante il calcifediolo, che possono essere assunti con diverse posologie». In generale, sarà da valutare in ogni singolo individuo l’eventuale necessità di integrare specifici nutrienti. «La buona notizia è che se l’alimentazione durante la quarantena si è mantenuta corretta ed equilibrata, seguendo lo schema della dieta mediterranea e quindi con 5 porzioni di frutta e verdura (con un introito calorico adeguato alle necessità dei singoli individui) non si dovrebbero manifestare carenze specifiche né di sali minerali né di vitamine», specifica Migliaccio. «Inoltre, una graduale ripresa dell’attività fisica all’aperto, aiuterà a ripristinare la massa muscolare che purtroppo è stata poco sollecitata», conclude. 

Allergia o Covid? Nel dubbio, la mascherina aiuta

La stagione pollinica è solo all’inizio e, in contemporanea con la pandemia, i sintomi potrebbero mettere in ansia molti pazienti. I dispositivi di protezione individuale tornano utili in ogni caso. Ne parliamo con l’allergologa Francesca Lintas 

Sintomi che possono indurre a confusione, un possibile calo dei casi grazie al lockdown, e le mascherine utili anche contro i pollini. In piena primavera è il momento delle allergie, e AGI ha fatto un punto con gli esperti per capire come sarà la stagione al tempo del coronavirus. A partire dalle mascherine: “Usarle non aiuta solo a prevenire la diffusione del nuovo coronavirus, ma può essere uno strumento utile per ridurre l’esposizione pollinica delle persone che in questo momento soffrono di allergia”, spiega Francesca Lintas, specialista in Allergologia e Immunologia presso la Clinica Villa Pia Roma. “La stagione pollinica – riferisce – è iniziata come ogni anno. Solo che in questa primavera i pazienti sono più allarmati: raffreddore, starnuti, naso chiuso e tosse mettono in ansia per via del rischio contagio da coronavirus”. Mai come quest’anno, quindi, seguire la giusta terapia è fondamentale. 

“La terapia porta a un miglioramento dei sintomi e quindi dirime ogni dubbio e tranquillizza i pazienti”, sottolinea Lintas. “Inoltre, tenere a bada i sintomi significa non starnutire o tossire continuamente in presenza di altre persone. Questo significa non creare – continua – agitazione negli altri e allo stesso tempi aiutano l’allergico a non toccarsi gli occhi, in caso di congiuntivite, naso o bocca e ridurre il rischio di rimanere contagiati”. 

Come distinguere i sintomi 

Confondere l’allergia con il Covid-19 può essere comune, specialmente nei bambini. ”In questo periodo – dice Catello Romano, pediatra-allergologo e docente nel corso di formazione professionale ECM di Sanità In-Formazione per Consulcesi Club sulla pneumo-allergologia pediatrica ai tempi del coronavirus – si confondono i sintomi da allergia respiratoria con la ben più temuta sindrome respiratoria acuta severa da infezione da CoV-2. Questo perché in Italia la fase epidemica è coincisa con il periodo primaverile”. 

Tuttavia, i sintomi possono essere facilmente distinguibili. “Assenza di tosse e difficoltà respiratoria improvvisa fanno la differenza tra allergia al polline e Covid-19”, precisa Lintas. Probabilmente questa particolare stagione primaverile potrebbe avere avuto un impatto sulle allergie al polline. Tanto che l’Osservatore Paidoss ha lanciato un’indagine sull’argomento che coinvolge circa 7mila pediatri e i cui risultati verranno pubblicati a breve. 

“La vita di migliaia di bambini e adolescenti è cambiata in maniera radicale dopo la chiusura delle scuole e l’appello a restare a casa”, dice Giuseppe Mele, presidente Paidoss e presidente della Società italiana medici pediatri (Simpe). “Le allergie respiratorie potrebbero aver subito dei cambiamenti dovuti alla mutata esposizione agli agenti patogeni, alla riduzione dell’inquinamento ambientale e alla rimodulazione dell’offerta sanitaria con la diminuzione delle prestazioni ambulatoriali. Ed è proprio da questa analisi di cambiamento – continua – che Paidoss ha deciso di approfondire il tema delle allergie al tempo del coronavirus per aggiungere informazioni preziose alla conoscenza di tali patologie”. 

Tra gli aspetti più interessanti, lo studio andrà ad analizzare se si è verificato, da quando è iniziata la pandemia da Covid-19, un aumento o una diminuzione delle richieste di visite o una minore aderenza alle cure per paura di effetti collaterali dei cortisonici inalatori. Attraverso un questionario di 10 domande si chiederà a circa settemila pediatri (aspettativa di risposta circa 1000 pediatri) se hanno notato un aumento o diminuzione della sintomatologia da rinite allergica o se essi hanno ritenuto opportuno modificare l’approccio terapeutico alle malattie allergiche respiratorie. Si cercherà di capire se la pandemia da coronavirus abbia dato un impulso positivo alla telemedicina e ai consulti medici a distanza. 

Pool legale Consulcesi lancia progetto formativo su COVID – 19: saranno gli operatori medico – sanitari a scegliere il titolo

Massimo Tortorella, Presidente del team legale Consulcesi, da sempre garante per la tutela e la formazione dei professionisti del settore medico – sanitario, ha lanciato un sondaggio online, finalizzato alla scelta del titolo del progetto formativo a cura di Cosulcesi. Il progetto formativo consta di un docufilm, un libro ed un corso di formazione ECM FAD sul Coronavirus. Le proposte per il titolo sono molteplici: Psicovid-19”, “Covid-19 – Psicosi virale”, “Covid-19 – Il virus della paura” e “Infodemia la paura del contagio”. E Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, afferma che la scelta spetta a chi “è il prima linea”. Il progetto formativo del pool legale Consulcesi è finalizzato alla formazione degli operatori sanitari e alla lotta contro le false notizie sulla pandemia sia nell’online, che nei media; l’obiettivo è la creazione di un modello internazionale, che evidenzierà come gestire al meglio il rapporto medico – paziente dal punto di vista psicologico. Massimo Tortorella, Presidente del pool legale Consulcesi, ha spiegato in cosa consiste il docufilm: “L’intreccio narrativo seguirà i principali aspetti messi in luce dal virus, con una particolare evoluzione sia dal punto di vista medico-scientifico che sociale seguendo l’arco temporale dall’esplosione dell’epidemia in Cina fino alla diffusione pandemica con diversi focolai nel mondo che hanno prepotentemente stravolto la vita di tutti noi”. 

Inoltre, il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella ha sottolineato come le caratteristiche simboliche proprie della comunicazione cinematografica, l’uso delle tecnologie più innovative (soprattutto la realtà aumentata) e la possibilità di raggiungere un importante numero di utenti mediante la Formazione a distanza saranno gli elementi più importanti, consentiranno di approfondire “gli aspetti psicologici legati alla paura del contagio, alla base di psicosi di massa, alimentate da fake news, teorie complottiste e inclinazioni mentali amplificate dall’uso distorto di web e social”. Infine, la struttura del film ha trovato spazio anche all’interno di un libro dedicato all’argomento. Tortorella ha sottolineato che  la scelta del titolo di questo importante progetto formativo spetta agli operatori medico – sanitari  perché “questo progetto formativo è destinato a loro, alla loro formazione e a quella dei loro colleghi in tutto il mondo. Per questo crediamo che possano indirizzarci verso la scelta più adatta per il titolo che è l’elemento fondamentale». 

E’ possibile partecipare online al sondaggio, attraverso i canali social: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6645651721890603008/; https://www.facebook.com/ConsulcesiClub/photos/a.199260273817297/796268784116440/; https://www.instagram.com/p/B91XGzMCr-m/

Andando nel dettaglio, il docufilm sarà curato dalla regia di Christian Marazziti, che si era già occupato di “E-bola” e di “Sconnessi” ( che trattava le dipendenze da internet), e di Manuela Jael Procaccia, sceneggiatrice specializzata in produzioni medico-scientifiche. Durerà 40/50 minuti, con una struttura narrativa, che  alternerà interviste di approfondimento scientifico di ricercatori ed esperti a fasi di pura fiction, al fine di raccontare al meglio gli eventi della pandemia. La fruizione dei docufilm è gratuita, semplice e veloce. Il docufilm è dedicato principalmente alla formazione degli operatori sanitari, ma sarà aperto anche ai pazienti, caratterizzato da parti condivise e settori differenziati a seconda del pubblico. In questo progetto formativo diventa importante la comunicazione – verbale e non – tra il medico ed il paziente. L’insegnamento che afferisce all’area prettamente medica diventa più agevole, grazie alla presenza di un Paziente Virtuale, con cui l’allievo potrà interagire, usando un computer per ottenere la storia clinica, effettuare un esame obiettivo e prendere decisioni sulla diagnosi e sulla terapia. Il progetto di Consulcesi ha il supporto scientifico di professionisti ed istituzioni, tra cui gli esperti dello “Spallanzani”. Il Corso, inoltre, permetterà di approfondire eziologia, epidemiologia, ciclo replicativo, patogenesi, sintomatologia, diagnosi, terapia e profilassi del virus. Il progetto formativo sarà supportato dai contributi del prof. Massimo Andreoni (Direttore Scientifico SIMIT) e di Giorgio Nardone (Link Campus University – Psicoterapeuta). Quest’ultimo si occuperà di comunicazione medico-paziente e delle psicosi di massa collegate a queste particolari pandemie. Trattandosi di questioni di interesse nazionale per l’Educazione Continua in Medicina, la Commissione nazionale ECM ha deciso che i corsi afferenti a queste aree tematiche potranno erogare un numero di crediti/ora maggiore rispetto ad altre esperienze formative. Vedi anche: Massimo Tortorella Wiki.

Consulcesi Tech e Link Campus University promuovono il primo master in “Blockchain ed economia delle criptovalute”

La tecnologia blockchain è diventata una priorità strategica per le aziende. A confermare il trend è stata un’indagine di Deloitte del 2019, che ha passato in rassegna 1386 aziende in 12 paesi, tra cui Cina, Germania, Israele, Canada e Stati Uniti. Infatti, dall’indagine è emerso che molte aziende fanno richiesta di figure specializzate ed emerse con la digital trasformation, che sta interessando molto comparti e settori, quali giornalismo, trasporti, cibo, diritto d’autore, senza dimenticare anche quello legale e del voto elettronico. Nonostante l’elevata domanda, queste nuove figure professionali, dotate di competenze nella gestione delle nuove sfide imposte dal mercato digitale, sono difficili da reperire. Per ovviare a questa penuria, molti paesi hanno organizzato corsi universitari e formazione post – universitaria; in Italia, invece, l’iniziativa tarda a prendere inizio. Così, al fine di colmare questa lacuna anche in Italia, Consulcesi Tech e Link Campus University lanciano il primo Master per neolaureati e professionisti che desiderano formarsi nel settore Fintech per poter operare nel mondo finanziario e delle criptovalute. Il Master Mba, sostenuto dal team Consulcesi Tech e da Link Campus University, consente una formazione modulare, attraverso una piattaforma di e – learning, in cui gli interessati possono scegliere i contenuti più funzionali per la propria crescita professionale. E – learning e formazione a distanza che, proprio in questo momento segnato dall’epidemia del Coronavirus, hanno evidenziato il loro potenziale in termini di efficacia e validità dell’apprendimento online. Si tratta di modalità convenienti soprattutto per chi lavora e ha poco tempo per acquisire nuove competenze, in modo pratico e personalizzato e potendo contare su figure professionali di livello. E’ Gianluigi Pacini Battaglia, Amministratore Delegato di Consulcesi Tech, a sottolineare l’importanza del master in Mba in modalità e – learning: “In un ambiente in continua e rapidissima evoluzione è necessario introdurre un nuovo approccio allo studio delle potenzialità della tecnologia Blockchain con un approfondimento multidisciplinare a livello sia tecnologico che economico”. Oltre alla fruibilità su una piattaforma a distanza, Gustavo Mastrobuoni della Link Campus University ha evidenziato come i contenuti del master siano prodotti in italiano e in inglese e ha precisato che “il percorso del master parte da un’ottica macroeconomica generale, per concentrarsi poi sulle potenzialità di sviluppo della Blockchain nei settori della sicurezza, della pubblica amministrazione, dell’intelligence e degli aspetti giuridici legati alla privacy”. Gustavo Mastrobuoni, poi, ha sottolineato che il master prevede che “una seconda parte è dedicata in modo specifico agli aspetti tecnici della blockchain, e alla programmazione degli smart contracts”. Il master in Blockchain ed economia delle criptovalute, promosso da Consulcesi Tech e Link Campus University, è reperibile al link  https://master.unilink.it/blockchain/. Esso si conforma alle norme Uni en 16234-1 e-Competence Framework (e-CF) e Uni 11621 ed è riconosciuto dall’ente di certificazione Aja Europe. Infatti, il master consente il conseguimento delle competenze utili per ottenere la certificazione delle adeguate abilità professionali negli ambiti della blockchain analyst e blockchain specialist. Il master in Blockchain ed economia delle criptovalute, promosso da Consulcesi Tech e Link Campus University, è il primo al mondo a godere di questo riconoscimento. Inoltre, la certificazione in questi particolari specializzazioni, rappresenta un riferimento professionale specifico di mercato e favorisce l’inserimento delle figure esperte di blockchain all’interno di aziende ed istituzioni.

Coronavirus, Paris Blockchain Week Summit rinviato a dicembre. Tutte le conseguenze del virus sulle criptovalute

Il Paris Blockchain Week Summit è stato rinviato al 9 – 10 dicembre. L’evento, programmato per il 31 marzo – 1 aprile, è stato posticipato per far fronte all’emergenza coronavirus. Gli organizzatori dell’evento, infatti, seguendo le linee guida del governo francese, ha disposto il rinvio del Paris Blockchain Week Summit, visti i provvedimenti che vietano gli assembramenti di persone, al fine di evitare il propagarsi del coronavirus. L’avviso del procrastinarsi dell’evento ha sottolineato come la conferenza di presentazione si svolgerà come programmato, con luogo, programma e setup dell’evento che restano invariati. Gli organizzatori della Paris Blockchain Week Summit hanno annunciato che il parterre dei relatori si amplierà. Intanto, tra i convenuti all’evento è possibile notare la presenza di molti volti prestigiosi del comparto industriale, come l’amministratore delegato di Binance Changpeng Zhao, il Ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, la fondatrice e amministratore delegato della società blockchain Parity Technologies Jutta Steiner, il CIO di Coinshares Meltem Demirors, il cofondatore e amministratore delegato di Messari Ryan Selkis e il chief scientist di Brave Browser Ben Livshits. Nel frattempo, l’influenza dell’epidemia da coronavirus ha avuto conseguenze importanti sui settori della finanza tradizionale e della blockchain. Infatti, secondo le notizie diffuse da Cointelegraph, moltissimi summit sulle criptovalute e programmati in Asia, sono stati differiti. Inoltre, una mining farm cinese (una struttura attrezzata all’estrazione dei Bitcoins o delle altre criptovalute) è stata costretta alla chiusura. Coinbase, l’exchange americano di criptovalute, e Messari, società di blockchain, hanno invitato i dipendenti a lavarare da casa. In più, Coinbase ha previsto una programmazione, in relazione all’eventuale scoppio dell’epidemia. Il settore delle criptovalute, poi, ha conosciuto un declino importante a fine febbraio, quando l’oro ha fatto segnare il suo decremento più importante, mai registrato dal 2014. Il fenomeno è stato causato dalle importanti svendite, registrate anche nei mercati tradizionali. Infine, l’analista Naeem Aslam e l’amministratore delegato Ian Balinasi sono confrontati con il Cointelegraph, in relazione alle conseguenze che il coronavirus potrebbe avere sul settore delle criptovalute.

 

Il Dottor David Martinelli avvisa: “No a demonizzazione social, TikTok creativo, ma attenzione agli abusi”

500 milioni gli utenti che ne usufruiscono, battendo così Facebook ed Instagram. Si tratta di TikTok, il social del momento. I suoi seguaci prendono il nome di Tiktoker. Le statistiche dicono che più attivi appartengono ad una fascia d’età compresa tra i 7 e i 16 anni, la cosiddetta generazione Z, che raccoglie coloro che sono nati tra la seconda meta degli anni ’90 e i primi dieci anni del 2000. Da qualche settimana si è concluso il “Safer Internet Day”, promosso dal pool legale Consulcesi, da anni punto di riferimento per personale medico e sanitario. La giornata di quest’anno ha avuto al centro il tema della dipendenza digitale, attraverso il supporto dello psichiatra David Martinelli. Il dottor David Martinelli è specialista in dipendenze dal Web presso il Policlinico Gemelli e responsabile scientifico del corso Fad “Internet & Adolescenti: dal cyber bullismo alla web dipendenza”. Si tratta di un corso fruibile anche mediante e – book, rintracciabile sul provider Sanità in – Formazione. Questo corso, sostenuto anche dal Ministero della Salute, è caratterizzato da un progetto educativo e formativo, rappresentato dal film “Sconnessi”, diretto da Christian Marazziti. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella spiega: “La metodologia dei Film Formazione, lanciata in occasione della pandemia Ebola,  è tra le più scelte dai professionisti della sanità per aggiornare le proprie competenze. In particolare, patologie legate a tematiche di grande rilievo sociale e mediatico che generano vere e proprie psicosi collettive, come l’attuale caso del Coronavirus, possono sfruttare la forza comunicativa e narrativa della cinematografia”. Secondo i dati diffusi da un rapporto curato dalla Fondazione Policlinico Universitario Gemelli – Università del Sacro Cuore, un adolescente su cinque ha stabilito un legame critico con Internet. Le cifre lanciano un allarme, ma il dottor David Martinelli afferma che è inutile negare o demonizzare il Web o i social. La questione, infatti, non va sottovalutata, ma affrontata con soluzione studiate ed efficienti. Il Web ed i social appartengono alla vita quotidiana, caratterizzata da una rivoluzione digitale in corso, ed investe ogni ambito dell’esistenza umana, compresa la salute. Il dottor David Martinelli assicura che ostacolare e rifiutare l’utilizzo dei social ai ragazzi è senza senso; può avere controindicazioni rilevanti. Le soluzioni proposte dal dottor David Martinelli si chiamano preparazione e informazione. Si tratta delle due parole chiave per poter usare la rete in modo responsabile. I primi che devono approfondire la conoscenza nel campo sono i genitori. Secondo il dottor David Martinelli i genitori devono guidare la rivoluzione digital, insegnando ai ragazzi l’uso intelligente dei social. Contro ogni previsione, il dottor David Martinelli svela le potenzialità del social cinese TikTok: è creativo, incoraggia alla velocità e al dinamismo. Ha una struttura chiara e semplice, grazie al suo sistema di Intelligenza Artificiale, stimola la produzione di video di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi, con sottofondi musicali, filtri ed effetti sonori. TikTok permette di realizzare video di balli, gag comiche e imitazioni musicali in playback. Il dottor David Martinelli, invita i genitori a scoprire i motivi per cui i figli sono affascinati dai social, ad osservare e realizzare insieme un video da condividere su TikTok. Lo psichiatra David Martinelli esorta i genitori a “conoscere i loro gusti e le loro attitudini”, perché “uno dei metodi per evitare che i ragazzi diventino dipendenti da internet è eludere la solitudine e il senso di isolamento e accorciare le distanze tra la figura genitoriale e i figli, facendo un passo verso il loro mondo”. Dopo l’attività di conoscenza e condivisione, sarà compito dei genitori “educare” i propri figli a staccarsi dal virtuale per tornare nel mondo reale, in modo da approfondire amicizie, rapporti interpersonali, colmando il tempo libero di attività edificanti. Così, il dottor David Martinelli ha lanciato l’idea di chiudere la connessione per un’intera giornata, come avviene nel film “Sconnessi”. È un film presentato presso il Ministero della Salute e che mostra la giornata di una famiglia che trascorre l’intera giornata offline. Il Ministero sta valutando la proposta di lanciare lo #Sconnessiday, idea già avanzata dal team Consulcesi nel 2018, invitando i ragazzi a spegnere smartphone e connessioni per un intero giorno.

 

Roma si prepara alla “Blockchain Week” di marzo

Dal 17 al 21 marzo via alla “Blockchain Week” a Roma dove, in un locale di Via Barberini, sarà possibile conoscere più da vicino le criptovalute, scambiarle e informarsi sull’argomento. La Blockchain Week rappresenta un evento che consentirà un approfondimento sul settore, permettendo un confronto tra esperti, creatori di startup, manager di aziende nazionali ed internazionali. La Blockchain Week, dunque, riunirà tutte le realtà che stanno facendo della blockchain, delle criptovalute e della finanza decentralizzata campi di investimento di notevole importanza per i loro business. E, alla fine, di marzo, proprio a Roma aprirà il primo Bitcoin Cafè europeo e, forse, anche mondiale. Infatti, la blockchain è diventata, con il tempo, la nuova e più grande frontiera di Internet. A dieci anni dalla sua nascita, questa tecnologia, basata sulla logica della catena dei blocchi, è diventata una piattaforma innovativa, in grado di fornire nuove risposte alle necessità di imprese, organizzazioni, consumatori e cittadini. Nell’ultimo decennio, la blockchain ha avuto un’incidenza sui costi dei trasporti, sulla lotta alla falsificazione, sugli scambi commerciali, sulla tracciabilità delle merci, dei comparti della produzione e della distribuzione. La blockchain sta aprendo nuovi percorsi, incoraggiando aziende ed organizzazioni a nuovi e sempre più elevati investimenti. Insieme al 5G, anche la tecnica a blocchi è diventata il centro delle nuove e più avanzate tecnologie. All’interno della Distributed Ledger Technologies, infatti, la blockchain va a creare soluzioni basate su registri e libri mastri condivisi, che ne permettono l’accesso e la lettura da parte di più soggetti presenti nella rete. Registri e libri mastri condivisi, ma inattaccabili ed inaccessibili dagli hacker. Inoltre, la blockchain sta aprendo scenari occupazionali imprevedibili poiché, stando a quanto detto da Linkedin, le abilità sulla tecnologia a blocchi risultano essere le più richieste nel mondo del digitale. Le aziende cercano risorse umane con abilità particolari, senza contare che l’Italia ha investito 30 milioni di euro nella Blockchain e nella Distributed Ledger. E le risorse investite hanno subito un incremento del 100% rispetto al 2018. Le criptovalute, seppur non ancora considerate con fiducia, appartengono stabilmente a piattaforme leader quali Microsoft, IBM, Telegrame e Facebook. Tra gli organizzatori della Blockchain Week a Roma, c’è l’italiano Gian Luca Comandini, docente di Blockchain presso l’Università Guglielmo Marconi, promotore di Blockchain Core, socio della task force per la Blockchain del Ministero dello Sviluppo economico e cofondatore dell’associazione di categoria Assobit. Proprio Gian Luca Comandini ha espresso il suo compiacimento per l’evento che a marzo accenderà di entusiasmo la capitale: “E’ importante che anche l’Italia faccia la sua parte e si affacci da leader nel settore fintech anche nel panorama globale”, poiché consapevole che la blockchain sia il nuovo traguardo del futuro. A tal proposito afferma: “Ormai, banche, governi e multinazionali stanno adattando le proprie infrastrutture monetarie a nuovi concetti di crittografia e decentralizzazione, è un punto di non ritorno”. Comandini profetizza nei prossimi dieci anni “il collasso di tanti sistemi intermediari che hanno causato fin troppe crisi e problemi globali e ad accogliere nel bene e nel male una nuova era di decentralizzazione. Ciò impatterà su tutto, non solo sul nostro sistema economico e monetario che tuttavia è il primo ad essere rivoluzionato”. E ripone la sua speranza nella gente, auspicando che acquisti fiducia nel bitcoin, senza volgere lo sguardo su “altri tipi di monete pseudo – decentralizzate”. Il Professor Gian Luca Comandini sarà in buona compagnia nel corso del suo intervento presso l’hotel Mercure Roma West, dove illustrerà gli effetti della rivoluzione Bitcoin. Infatti, sarà affiancato da esperti italiani e mondiali come: Paolo Ardoino, Cto di Bitfinex e Tether, due tra le eccellenze crypto al mondo; Giacomo Zucco, maximalist ed esperto di Bitcoin; Marco Monaco Blockchain Competence Center Leader di PwC; Massimo Chiriatti, Cto Blockchain & Digital Currencies di Ibm; Alexander Filatov, cofondatorie e Amministratore Delegato di Ton Labs; Marcello Minenna; Federico Tenga, cofondatore di Chainside. La tecnologia bitcoin appartiene ormai a molti brand di grido e sta evolvendo anche in Italia dove SIAE, SIA, Barilla, Mediolanum, Consorzio Arance Rosse di Sicilia stanno compiendo test per verificare la sua futura applicazione.

Quali sono le abitudini di noi italiani quando dobbiamo scegliere come curare il nostro benessere? Quali sono i tipi di farmaci che solitamente scegliamo di acquistare in farmacia? La fotografia arriva dai recentissimi studi sull’argomento effettuati da Iqvia, il provider globale in ambito sanitario e farmaceutico. Secondo uno studio che si focalizza in particolare sul mercato totale dei prodotti venduti nelle farmacie italiane, Iqvia dichiara che gli italiani nel 2019 hanno acquistato prodotti in farmacia per un fatturato totale pari a 24,2 miliardi. Questo dato però è in lieve calo rispetto quello riferito all’anno precedente (cioè il 2018), quantificato in un – 0,7%. Ma andando a guardare più nel dettaglio, il provider si concentra nel mettere a nudo tutte quelle che sono le nostre abitudini in fatto di acquisti in farmacia. Andando quindi a scorporare i dati totali e suddividerli per sezioni, si nota come gli acquisti di medicine da prescrizione (denominato ‘comparto etico’), mantenga ancora una buona percentuale di acquisto, quantificata in 58,6% dei prodotti venduti. Nel 2019 però, tali acquisti vedono una flessione dll’1,3%, con una perdita totale del fatturato pari a circa 180 milioni di euro. Ma quindi da cosa è rappresentata la crescita del mercato dei prodotti acquistabili in farmacia? A far segnare una flessione positiva, sono invece i prodotti inscrivibili all’interno del cosiddetto ‘reparto commerciale’, cioè gli integratori e i prodotti per la cura della persona. Nel 2019 abbiamo acquistato cosmetici e creme in farmacia più dell’anno precedente. La ragione, come osservato dagli esperti Iqvia, è riconducibile ad un crescente bisogno di qualità da parte dei clienti, che oltre all’acquisto di prodotti di alta fascia per la cura della persona, cercano anche il consiglio di esperti spesso reperibili proprio all’interno di farmacie di fiducia. A segnare un calo invece, sono anche il mercato dei prodotti per la nutrizione – come ad esempio gli alimenti per celiaci o il latte in polvere – e i prodotti parafarmaceutici – ad esempio termometri, siringhe, ecc. -. In particolare i prodotti per celiaci venduti in farmacia devono fare i conti con la concorrenza della grande distribuzione che avanza inesorabile (nei supermercati forniti, i prodotti per celiaci sono solitamente reperibili a costi più bassi rispetto quelli proposti dalle farmacie). Infine, un altro dato positivo viene registrato da Iqvia: in Italia, a differenza di ciò che sta accadendo in molto altri paesi – come la Germania o l’Inghilterra ad esempio – aprono sempre più punti vendita. Solo nell’ultimo anno sono nate circa 300 nuove farmacie, il cui fatturato va naturalmente ad impattare positivamente sulla redditività totale di questo settore. 

Consulcesi Tech, la piattaforma lancia i progetti basati sulla tecnologia blockchain

Consulcesi Tech, piattaforma digitale del gruppo Consulcesi, ha messo al centro dei suoi progetti la tecnologia blockchain. La tecnologia blockchain rappresenta un’organizzazione dati condivisa ed immutabile. Si tratta di un registro digitale le cui voci sono strutturate in blocchi, ordinate cronologicamente, la cui sicurezza è protetta dalla crittografia. La tecnologia blockchain nasconde possibilità importanti, in grado di modificare la vita delle persone e la modalità con cui svolgono le loro attività quotidiane. La tecnologia blockchain garantisce la protezione, la sicurezza, il riconoscimento e la trasparenza dei dati. La tecnologia blockchain è agli esordi, ma ha trovato campi di applicazione adeguati. Il team Consulcesi, all’interno della piattaforma digitale Consulcesi tech, ha lanciato 5 progetti afferenti alla tecnologia blockchain: 1. Futura Stem: questa tematica ha come obiettivo usare il blockchain al fine di tutelare il processo di crioconservazione (una modalità usata in laboratorio e che si basa sulla conservazione di cellule e tessuti a bassissime temperature) e per certificare la proprietà delle cellule staminali. Il progetto Futura Stem della piattaforma Consulcesi Tech permette di definire, tracciare e controllare con la “catena dei blocchi” l’intero processo crioconservativo delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale; 2. Sanità Informazione: si tratta di un progetto di E – learning della piattaforma Consulcesi Tech. Attraverso la tecnologia blockchain Ethereum, a garanzia che tutti i requisiti previsti dalla legge sono stati soddisfatti, si realizzano corsi di formazione in medicina in Albania. I corsi di formazione in e – learning della piattaforma Consulcesi Tech seguono una procedura sicura e certificata, che ne prova l’avvenuto ed adeguato completamento; 3. Survey Chain: questo progetto della piattaforma Consulcesi Tech ha l’obiettivo di garantire la procedura di svolgimento dei sondaggi, da riportare in modo sicuro ed inalterabile sulla rete pubblica Blockchain Ethereum; 4. Rehegoo Music: si tratta di un progetto che la piattaforma Cosulcesi Tech, basata sulla tecnologia Blockchain, offre agli artisti, al fine di superare i problemi sulla gestione dei diritti d’autore e le questioni nate a seguito della nascita degli streaming; 5. Digital Blitz: il gruppo Consulcesi si impegna nello sviluppo di Digital Blitz e, in questo momento, le due realtà hanno sviluppato una partnership. Nell’ambito dell’area “Fintech”, il team Consulcesi è diventato consulente principale di “ConsulCoin Cryptocurrency Fund”. Si tratta del primo fondo di investimento europeo regolato, che si trova nel mondo; ConsulCoin Cryptocurrency Fund, di cui Consulcesi è divenuto consulente principale, dedica il suo servizio alle società quotate e a prodotti finanziari, che fanno della tecnologia Blockchain e delle criptovalute gli strumenti fondamentali della loro attività.

 

Consulcesi pronta a task force internazionale per fronteggiare la psicosi da Coronavirus

Consulcesi, pool legale sempre in prima linea per il sostegno e la formazione degli operatori sanitari, scende in campo per limitare la diffusione di informazioni fake e che generano inutile allarmismo sull’epidemia del Coronavirus. Sono oltre 200 le esperienze formative che Consulcesi mette a disposizione attraverso il suo provider Sanità in – Formazione.  Così, Consulcesi ha deciso di avviare una vera e propria “task force di medici e specialisti della comunicazione contro le bufale che circolano sul web, sui social e sugli smartphone, generando allarmismo tra i pazienti”. Il Presidente di Consulcesi Massimo Tortorella spiega come l’impegno dell’équipe Consulcesi si stia attivando in due diverse direzioni: l’impegno di specialisti, infettivologi, virologi ed epidemiologi, che stanno mostrando la loro disponibilità a livello nazionale ed internazionale nel dare il loro contributo; la richiesta alla formazione da parte degli operatori sanitari, i primi esposti al rischio contagio, ma a conoscenza del fatto che la diffusione del virus vada limitata, come vada contenuta l’ansia da epidemia, che potrebbe diffondersi nella massa. Massimo Tortorella, presidente del pool legale Consulcesi, vede nell’adeguata comunicazione medico – paziente il rimedio ideale per contenere l’eventuale psicosi da contagio. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella sottolinea: “Riteniamo molto importante la disponibilità che ci stanno offrendo i professionisti sanitari anche per evitare che si diffonda il panico alimentato da fake news che viaggiano velocissime su web, social e sugli smartphone addirittura come le vecchie catene di Sant’Antonio”. Pertanto, lancia l’idea di “una vera e propria task force che andrà a stanare chi propaga bufale che alimentano dannosi allarmismi”. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, poi, ha evidenziato come il corso Fad Ecm “Ebola” abbia registrato un elevato numero di fruitori. Si tratta dell’esperienza formativa che aveva dato inizio alla novità del progetto dei “Film Formazione”, in grado di fornire un’importante lezione su come gestire il diffondersi delle epidemie. L’iniziativa “Film Formazione” del pool legale Consulcesi è stata sostenuta dalla collaborazione scientifica dell’Istituto per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” e dell’Università “La Sapienza”. Il progetto è costituito da lezioni teoriche e da un lungometraggio in lingua inglese, affiancando l’efficacia comunicativa del cinema alla didattica di carattere scientifico. Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, spiega come il corso Fad Ebola sia dedicato anche ai pazienti. Si tratta di un corso finalizzato alla formazione del personale sanitario al fine di “aggiornare le proprie competenze sul protocollo da seguire in queste delicate situazioni ed in caso di pandemie: operazioni di vestizione/svestizione, isolamento del paziente affetto da patologie infettive e in generale tutte le operazioni da compiere per ridurre al minimo il rischio di diffusione degli agenti patogeni”. Il Presidente Massimo Tortorella, poi, ricorda come già un elevato numero di operatori sanitari abbia usufruito dei corsi organizzati dal pool legale Consulcesi e di come gli stessi si stiano rendendo disponibili a condividere le loro conoscenze sulla piattaforma a titolo gratuito. L’obiettivo del progetto “E – Bola”, promosso e lanciato da Consulcesi nell’ambito dell’iniziativa di “edutainment”, ha avuto come obiettivo stabilire un coordinamento internazionale per la formazione a distanza, al fine di affrontare le future emergenze sanitarie  e incrementare la ricerca. Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, si dice soddisfatto della collaborazione con il Ministero della Salute e di come lo stesso Ministro della Salute Roberto Speranza abbia evidenziato la “necessità di un coordinamento a livello internazionale”. Il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella ha concluso affermando che: “Con l’esperienza maturata in questi anni e con la disponibilità offerta dai tanti operatori sanitari che ci stanno contattando, confermiamo la nostra disponibilità a partecipare e, se necessario, anche a promuovere una cabina di regia mondiale ed a mobilitare una task force dei “nostri” medici».

Burnout e malattie cardiache, dalla scienza nuove possibilità di risarcimento

Italia tra i Paesi europei con operatori sanitari più stressati: la sindrome colpisce il 90% in corsia. Consulcesi attiva sportello gratuito per la prima valutazione medico-legale e consulenza legale: all’esame tutti i fattori di rischio, come riconoscere i sintomi e come tutelarsi

Arriva dalla scienza una importante conferma sulla possibilità di veder  riconosciuti in sede legale i diritti delle vittime di burnout lavorativo, sindrome sempre più diffusa individuata anche dall’OMS, che colpisce in particolar modo le “helping profession”, capofila i medici e gli operatori sanitari.  In testa alla classifica, secondo l’European General Practice Research Network sono proprio i medici italiani, con 9 casi 10 colpiti da burnout. Un recentissimo studio americano pubblicato dall’European Society of Cardiology (Esc), condotto su 11 mila soggetti a rischio per 25 anni, dimostra, per la prima volta, l’associazione tra burnout e patologie cardiache e in particolare, che esiste un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale. In più, i ricercatori individuano che sono frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto l’analisi. Lo stress sul lavoro prolungato e continuativo, quindi, può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica.

 “Questo è un risultato molto importante – rileva il pool legale Consulcesi – che apre le porte a nuove iniziative giudiziarie e alla possibilità di ottenere il risarcimento del danno qualora sia comprovato un nesso causale tra la sindrome del burnout e le sue conseguenze e una condotta datoriale in violazione dei precetti previsti per la sicurezza in ambito lavorativo”. Due recenti sentenze (n. 1452/2018 e n- 597/2019) vanno già in questa direzione e i lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento del danno per le conseguenze dello stress lavoro-correlato e la responsabilità del datore di lavoro in tal senso. Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale sono tra i fattori principali del burnout, sindrome che in alcuni casi ha condotto a problemi di alcolismo, depressione e anche al suicidio. E allora, come far valere il proprio diritto sul lavoro? 

Consulcesi ha attivato uno sportello di consulenza legale gratuita e di valutazione medico-legale per rispondere ai dubbi e alle richieste degli operatori sanitari chi ritengono di essere colpiti da burnout e vuole far valere i propri diritti al numero verde 800.122.777 o direttamente sul sito www.consulcesi.it. Intanto sono stati già evidenziati i principali fattori di rischio.  

Come riconoscere se si è a rischio di cadere nella sindrome di burn out? 

Il burnout colpisce più spesso le persone che lavorano nelle professioni di aiuto, come i medici e gli operatori sanitari (ma anche insegnanti, avvocati o poliziotti). I primi segnali della sindrome sono depersonalizzazione, stanchezza cronica, ridotta produttività, cinismo e sensazione di perdita di significato della propria attività. I principali fattori di stress lavoro-correlato e le loro conseguenze sono importanti da riconoscere per poter acquisire la consapevolezza della propria condizione e attivare un’azione legale.  Turni massacranti e eccessivo carico di lavoro – Giornate lunghe e un eccessivo carico di lavoro, specie nel periodo notturno, inducono performance cognitive paragonabili a quelle che si hanno con un tasso alcolico di 0.4-0.5%. Aumenta inoltre il rischio di malattie cardiovascolari dell’operatore, si assiste a un peggioramento oggettivo delle performance cognitive e quindi ad un incremento del rischio clinico. Per il 34% dei medici il lavoro è troppo e alla lunga diventa insostenibile.

Basso turnover – Reparti duplicati e gestione di un carico di pazienti aggiuntivo per mancanza di personale, a cui spesso si uniscono inefficienze a livello di organizzazione e gestione del sistema.

Aumento delle incombenze burocratiche – Riduzione dell’autonomia del medico e aumento delle pratiche da sbrigare, spesso duplicate a seconda dei sistemi informativi, e accessorie rispetto alla pratica della medicina. Le pratiche burocratiche e l’aumento delle attività amministrative sono fattori percepiti in modo estremamente negativo da più del 59% dei medici.

Aspettative di salute – Aspettative crescenti ed esagerate da parte dei pazienti, che arrivano dal medico con false convinzioni e informazioni spesso trovate online.  In seguito all’aumento delle denunce per malpractice, il medico si trova a mettere in atto pratiche di medicina difensiva che influiscono sul corretto e sereno esercizio della sua professione.